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Airole, ridente località
del Val Roja consente piacevoli passeggiate nell’immediato entroterra di
ponente, offrendo la possibilità di entrare in contatto con stupendi
scorci panoramici e di incontrare ancora qualche relitto di macchia
mediterranea ed autentiche rarità a livello di fauna.
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BEVERA - VARASE - MONTE POZZO -
COLLABASSA - MONTE CAVIGLIA - OLIVETTA
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| Tempo di percorrenza: 3,5 ore |
| L'itinerario proposto viene chiamato "Strafulcu"
prendendo il nome da quella che doveva essere la strada di Folco;
partendo da Bevera, posta fra il torrente omonimo ed fiume Roya, si
percorre la strada che costeggia la ferrovia e conduce a Varase,
incontrando nel frattempo un piccolissimo borgo chiamato Case Allavena.
Giunti a Varase si percorre la strada in salita costeggiando serre
e vigneti sino a raggiungere un casone in pietra posto ad un tornante.
Da lì a poco bisogna imboccare il sentiero sulla destra che salendo
porta ad attraversare due punte rocciose. Ci si introduce sempre più
nel verde dei boschi mediterranei, aiutati dal costeggiare di una
vecchia linea elettrica di cui un traliccio posto proprio allo sbocco
del sentiero su una strada militare. Da questo punto sono numerosi i
paesi che dovremo riuscire a scorgere dall'altro lato della valle
insieme alle cime di Tramontina e Abellio.
Si segue la strada militare fino a giungere ad una galleria posta
in alto sulla sinistra, si supera così il soprastante passo di Caglian,
da cui vale la pena osservare il panorama.
Percorrendo ora un sentiero lastricato ci si immette fra gli
uliveti ed i molteplici muri a secco, fino a giungere a Collabassa,
un paese assai grazioso, ricco di vicoli e chiesette, che si
capisce immediatamente essere stato adibito a controllo del passo.
Attraversata Collabassa, si entra in un oliveto, mentre si osserva
sul fondovalle un meraviglioso ponte in pietra di origine medioevale
sulla strada per il monte Grammondo, si prosegue incontrando vecchi
casoni abbandonati fino a giungere al passo della Pagliurà, indicato
da una croce in legno.
Si prosegue a sinistra fino ad un podere limitato da alte mura in
pietra e poi attraverso i pini abbattuti dalle intemperie fino alla
Testa di Giaumà
Si ritorna sul versante del Roya a picco sulla centrale elettrica,
poi il sentiero prosegue fra la macchia mediterranea che ostacola non
poco il cammino.
Il sentiero sbuca su una pista sotto il monte Caviglia, in breve
tempo si incontra il cimitero e quindi Olivetta.
Da San Michele si può tornare indietro in treno o proseguire per
Breil. |
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AIROLE - FANGHETTO - LIBRI - BREIL SUR
ROYA |
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| Tempo di percorrenza: 5 ore |
| Dalla piazza della chiesa in centro ad Airole, una
strada porta al santuario della Madonna ove un cartello indica
l'inizio dell'itinerario segnato per tutta la sua lunghezza da tacche
gialle.
Si percorre per un lungo tratto il sentiero cementato passando
letteralmente sotto gli ulivi, fino a giungere ad una lieve salita da
dove il percorso continua in terra battuta o lastricato, in un
continuo saliscendi.
Tutto il tragitto si snoda fra sottobosco e tratti all'aria aperta,
passando su ponti antichi e poi attraverso un arco di pietra che
conduce a Fanghetto.
Il sentiero riprende con una salita a forte pendenza nei pressi
della cappella di S. Antonio inoltrandosi nuovamente fra olivi e pini
fino ad arrivare a Libri, paese formato dai borghi di Giasteve,
Frugoni, Borgogni, Aube, Cotte. Tutti nomi derivanti dalle famiglie
che vi abitavano. I casoni in pietra che si possono osservare hanno
una struttura non riscontrabile in altre zone della Liguria, purtroppo
i recenti ristrutturamenti raramente hanno tenuto conto di tale
patrimonio cultutrale.
Percorrendo la strada per qualche centinaio di metri ci si immette
di nuovo sul sentiero. Mentre di rimpetto si scorge il paese di Piena
con le rovine del suo castello, il percorso scende rapidamente
costeggiando il fiume Roja, per giungere poi a Breil attraverso la
Porta di Genova con annesso bastione medioevale. Vale la pena
soffermarsi per visitare la chiesa di Santa Maria in Albis e rue de
Turin l'antica strada per il Colle di Tenda, senza trascurare la
chiesa di sant'Antonio ed i casoni di evidente influsso ligure. Fra le
tante cose di grande importanza culturale e storica non dimentichiamo
gli oratori di santa Caterina e della Misericordia; passando poi
attraverso il ponte Charbot si giunge alla chiesa di Notre Dame au
Mont, un'architettura della fine dell'XI secolo.
Uscendo dal paese ci si dirige verso la stazione ferroviaria nei
pressi del campanile romanico di San Giovanni, qui si trova un museo
permanente allestito dentro alcuni vecchi vagoni, da qua si attingono
molte informazioni sulle attività agricole e artigianali locali, e
dati storici sulla valle Roja.
Si può rientrare velocemente in treno. |
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ALTRI ITINERARI |
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Airole-
Rocchetta Nervina
tempo di percorrenza 3h30.
Una mulattiera situata
nelle vicinanze della Chiesa parrocchiale dei SS. Giacomo e Filippo
congiunge la Val Roja con la Val Nervia.
Si tratta di un percorso
che rientra nel novero dei sentieri dell’Alta via dei Monti Liguri e che
permette di osservare da vicino i vecchi castellari, i vari camminamenti
sotterranei, le fortificazioni e le casermette realizzate durante la
seconda guerra mondiale.
Tappa di suggestivo
richiamo avviene dopo circa 2 ore di cammino quando si scorgono i ruderi
del castello del Monte Abellio, antico possesso dei conti di Ventimiglia,
non molto distanti vi sono i resti delle Case Cuneo.
La vetta dell’Abellio è
ricordata da leggende e tradizioni, che la vorrebbero sede di un tempio
innalzato al sole, forse dei Celti; ai piedi delle sue pareti rocciose si
aprivano due “paurosi recessi”, nei quali vivevano un indovino e una
strega.
I boschi sono dominati da
pini, lecci, roverelle, mentre tra le piante si segnalano la genziana, il
fiordaliso e la primula.
Tra le
specie animali si segnala il camoscio e la lepre alpina
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Airole-Collabassa-Torri
2h
Si raggiunge Collabassa(310
m) dopo circa un ora attraverso una stradina che attraversa il Roja e
che risale con bella vista sulle anse del fiume.
Il paese è un
interessante villaggio di mezza costa che si affaccia a strapiombo sulla
valle del Bevera, spicca l’antico ponte in pietra che attraversa il
torrente, raggiungibile .
Percorrendo il lungo
Bevera si raggiunge l’abitato di Torri, diviso in Torri Inferiore e
Torri Superiore, un itinerario di grande fascino nel verde,
contrassegnato dalla presenza di oliveti e dal fiorire di oleandri,
lentisco e rosmarino.
Il centro di Torri
Superiore è ora un attrezzato eco villaggio, dove la gente vive in
comunità ed organizza varie attività sociali e culturali grazie
all’impegno dell’associazione Torri Superiore che ha contribuito a
ristrutturare e a ripopolare un borgo medievale per lunghi anni
abbandonato.
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